Federazione Nazionale Suonatori di Campane

Associazione Campanari del Monferrato

Sito Web: non disponibile
Email: campanaridelmonferrato@gmail.com

L’ Associazione Campanari del Monferrato è un’associazione no porfit volta alla tutela ed alla salvaguardia dell’arte campanaria monferrina. L’associazione è nata Domenica 23 Marzo 2014 durante una delle giornate FAI di primavera svoltasi alla cittadella di Alessandria e ha sede nella Parrocchia di San Giovanni Evangelista in Alessandria.

sociazione ha come obiettivi principali recuperare e tramandare l’antico metodo di suonare le campane in modo manuale, principalmente a festa, attraverso la tastiera meccanica posta nella cella campanaria, dove, una volta bloccate le campane e collegati i battacchi ad essa, si possono suonare diverse melodie a seconda del concerto presente sul campanile: tale metodo era e viene chiamato tutt’ora “baudetta”.

Le campane si iniziarono ad usare per il culto a partire dal V secolo per volere di San Paolino Vescovo di Nola (il patrono dei campanari); solo dopo l’ VIII – IX secolo le chiese e le pievi iniziarono ad essere dotate di campane ed iniziarono a sorgere i primi campanili sempre più diffusi dopo l’ XI secolo. Nel corso dei secoli le campane subirono molte variazioni di forma e suono (questo perché i fonditori cercavano sempre di migliorare il loro prodotto e pian piano a darne anche un aspetto musicale) ma solo nella seconda metà del 1700, nel nostro territorio, iniziarono ad essere presenti i primi concerti di campane intonati secondo una scala musicale ed essere suonati nei giorni di maggior festa con il metodo della tastiera.

Fino a 60-70 anni fa, le campane erano un importantissimo mezzo di comunicazione poiché altri mezzi di comunicazione erano quasi inesistenti. Attraverso le campane, però, si poteva instaurare un vero e proprio dialogo fra campanaro e popolazione: per esempio, oltre ai classici segnali per le funzioni religiose, le campane riuscivano a comunicare agli abitanti del luogo quando il sacerdote andava ad impartire il viatico ad un moribondo e si poteva addirittura capire se il moribondo era già defunto, se il defunto era un uomo od una donna, giovane o anziano, se la S. Messa era celebrata dal Parroco o dal Vice Parroco.

Le suonate a festa invece erano brani tipici della comunità misti a musica leggera e canti popolari dell’epoca. Le campane seppur intonate in scala musicale nelle suonate a festa non han mai suonato musiche facoltose, ma brani della tradizione, in modo che tutti potessero capire la festa: anche in questo caso, tramite canzoncine e motivetti si comunicava con la gente e si condividevano ricorrenze importanti, ad esempio in occasione di matrimoni la popolazione riusciva a capire se chi pagava la cerimonia erano i genitori dello sposo o della sposa. Fra i brani a festa più ricordati troviamo “bombolo”.

Il nostro scopo, quindi, è quello “salvare ciò che è ancora recuperabile” e portare avanti questa tradizione, riportarla sui nostri campanili, portarla alla gente nelle piazze attraverso un concerto di campane itinerante, insegnarla a chiunque voglia impararla attraverso corsi di scuola al fine di non far scomparire questa piccola parte del nostro panorama sonoro caratteristico dei nostri territori.